Al TG 1 ” sul podio” il bambù gigante

Il TG 1 Economia ( audience media 9ML) ha  fatto un ampio redazionale sui successi del bambù gigante in Italia.

Come la stevia , il bambù gigante fà parte delle colture innovative ad alto reddito.

Mentre per la stevia siamo agli inizi, il bambù gigante è già coltivato in 800 aziende su una superficie di 1600 ettari un pò in tutte le regioni italiani.

Sulla base delle mie conoscenze le redditività sono nell’ ordine di 20.000-30.000 € l’ettaro fra il 4° e 5° anno.

Per contratti stipulati entro il 30 settembre è possibile avere oltre allo sconto se si vuole conferire il prodotto, un ulteriore sconto di 250€/Ha, indipendentemente dalla densità d’impianto, fino a 4 Ha.
500€/Ha, indipendentemente dalla densità, a partire da 5 Ha.

Chi vuole cogliere al volo questa occasione mi contatti al 3701323488

Il chewing gum si fà easy con stevia

Si allunga la lista dei prodotti a base di dolcificanti estratti dalla stevia.

E’ di questi giorni in fascia Prime TV la pubblicità del VIGORSOL EASY chewing gum dolcificato con steviosidi quindi a zero-calorie a tutto godimento anche dei diabetici.

http://www.vigorsoleasy.it/

Non è mio intento fare pubblicità alla Perfetti Van Melle uno dei principali Gruppi dolciari al mondo che produce e commercializza caramelle e chewing gum in oltre 150 Paesi.

Voglio solo evidenziare che la lista dei prodotti a base di derivati di stevia da parte di colossi a livello mondiale quali Coca Cola e Pepsi è già lunghissima ma anche le PMI si stanno muovendo. Questo per rispondere ad alcuni scettici, anche agronomi , che mi scrivono che coltivare la stevia è un investimento poco sicuro per le incertezze sul collocamento del prodotto. Certo fatto senza i gusti criteri e conoscenze è un rischio ma in questo posso esservi d’ aiuto.

Quanti obesi e diabetici vorrebbero domenica gustarsi un bel vassoio di cannoli siciliani ?

A disposizione di industrie e laboratori dolciari che vogliono dare un’ alternativa a ZERO-CALORIE alla loro clientela particolare !!!

Altre news su stevia

Mercato mondiale della STEVIA

Il 14 agosto è stato pubblicato da una delle più prestigiose società di Analisi di Mercato, il Report sulle favorevoli prospettive di crescita, a livello internazionale, del mercato della stevia per 2017-2021.

Il documento fà un’ analisi dettagliata di marketing e delle quattro industrie di estrazione leaders mondiali:

Tate & Lyle, PureCircle Ltd., Cargill and GLG Life Tech

aziende che a loro volta forniscono colossi quali Coca Cola e Pepsi e non solo.

Nella prefazione si legge fra l’ altro che il mercato globale dello stevia è supportato da vari fattori di crescita, come la consapevolezza di prodotti consumabili a basso contenuto calorico, iniziative governative di contrasto (all’ obesità e lotta al diabete), incremento della visibilità del prodotto nel mercato al dettaglio, ecc.  Alcune nuove tendenze di mercato sono il lancio di nuovi prodotti (dolcificanti a zero calorie anche da forno), la domanda di antiossidanti (contenuti negli steviosidi ), la domanda di stevia biologica, ed altro.

Chi vuole approfondire l’ argomento può contattarmi su stevia1949@gmail.com

 

 

Top model, cani, stevia: cosa hanno in comune ?

Partiamo dalla stevia: un pianta che in questi ultimi  anni, dopo che colossi come Coca Cola e Pepsi hanno iniziato ad inserirla nelle loro bevande, è diventata famosa come edulcorante naturale a ZERO calorie.

Gli steviosidi in essa contenuti, sono adatti ad essere inseriti nelle diete di soggetti diabetici o semplicemente obesi, non determinando la comparsa di picchi glicemici.

Ma la notizia del giorno è che questo dolcificante potrebbe essere una potenziale cura per la malattia di Lyme.

Questa malattia viene trasmessa ai cani ed accidentalmente all’ uomo, da una zecca che comunemente si trova nei boschi ed in folti erbai. Pungendo cani e persone inocula un batterio la  Borrelia burgdorferi , che provoca la malattia di Lyme ( città del Connecticut dove è stata scoperta ). I sintomi sono mal di testa, eritemi, dolori articolari e rialzo della temperatura. In Italia si è evidenziata maggiormente in Liguria, Trentino e Carso.
La Dr.ssa Eva Sapi, ricercatrice presso l’Università di New Haven, Connecticut, ha condotto test sul dolcificante, dimostrandone la maggiore efficacia nell’uccisione dei batteri rispetto agli antibiotici.
La malattia di Lyme ha ottenuto molta attenzione recentemente dopo che la supermodella Bella Ha did( nella foto in alto) ha parlato della sua battaglia contro questa malattia che ha contagiato anche la madre ed il fratello.

Kenia stevia

Come agronomo, esperto di stevia, ricordo con amarezza che, nonostante redditività di 20.000€-30.000€ per ettaro l’anno e contratti di ritiro del prodotto, in Italia ci sono poche decine di ettari a fronte di centinaia in Grecia e Spagna: chi vuole maggiori informazoni può contattarmi al 3701323488 o visitare il sito

INVESTIRE NELLA STEVIA

Germogli bambù a 30 € al kilo ?

Parrebbe proprio di sì !!!

Questo è quanto riporta , come da documentazione fotografica, un nostro  conoscente attualmente in viaggio per lavoro in Cina.

La foto è stata fatta in un supermercato di Shanghai , su cui erano esposte delle confezioni sotto vuoto, di germogli di bambù . La confezione del peso di 100 gr. era in vendita all’ equivalente di 3,00 €.

Un breve calcolo ci riporta ad un valore al kilo di 30,00 €.

Redditività:

Se partiamo da 1000 piante ettaro, considerando che una pianta fà dai 4 ai 6 germogli all’ anno, al 4° anno siamo a 64.000 germogli x 0,200 kg cadauno, ovvero 12.800 kg x 30 € = 384.000 € . Anche troppo , direi che con una quotazione all’ ingrosso di 2,00 € al kilo otteniamo 25.600 € più che accettabile per ripagare l’investimento fatto fra il 4° ed il 5° anno, per una coltivazione che infittendosi ogni anno di nuovi culmi, vi produrrà per 80-100 anni.

Di sotto i germogli freschi di un bambuseto di una quindicina d’ anni nel ferrarese

Ferrara germogli Leoni

Vale la pena coltivare la stevia ?

Una coltivazione di stevia dà una resa di 20.000 € – 30.000 € per ettaro a seconda si facciano due o tre raccolti di foglie all’anno.

 

La ricerca di una società asiatica ha evidenziato che, non solo è un dolcificante naturale a ZERO calorie, ma che contiene anche l’ 1,5% di acido clorogenico: un potente anti-ossidante.

A riprova di quanto questa pianta possa dare grandi redditività agli agricoltori , è di questi giorni la notizia che nelle sue foglie è presente l’ acido clorogenico in quantità elevate: quantitativi analoghi di anti-ossidanti si trovano nei mirtilli mentre il the verde , bevanda conosciuta per le sue proprietà anti-invecchiamento, ne contiene un settimo secondo la scala internazionale ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) .

Questo acido , secondo gli scienziati, è uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura ed è in grado di neutralizzare i radicali liberi (molecole che si formano come rifiuto nelle normali reazioni chimiche all’interno dell’organismo).

 

Alla sagacia degli agricoltori , il saper cogliere questa opportunità !!!

 

In Italia la “rivoluzione dolce” della stevia

Arriva in Italia la rivoluzione dolce della STEVIA.

Come ci informa il portale informazionemoderna.info, il 3 luglio 2017, il colosso mondiale dello zucchero, Eridania , altro marchio storico d’ eccellenza italiana  passato un anno fà ai francesi,  lancia sul mercato due nuovi prodotto di origine naturale lo Sciroppo d’Agave alla dolcezza della Stevia ( contiene glicosidi steviolici)

In testa avete trovato Tropical & Stevia zucchero di canna e stevia, che assicura elevato potere dolcificante e ridotto apporto calorico, un prodotto biologico ottenuto nel pieno rispetto dell’ambiente e OGM free.

Quasi contemporaneamente arrivano i gelati a base di STEVIA: la Sammmontana lancia la gamma Levia senza zucchero e propone un gelato ai gusti crema e vaniglia ed i ghiaccioli assortiti limone e pompelmo rosso.

sammontana stevia

In effetti l’ avvento della stevia in Italia è avvenuto nel 2012 dopo l’ autorizzazione alla commercializzazione di questo dolcificante da parte di Efsa (European food safety authority) in tutti i Paesi dell’Unione Europea. “I prodotti a base di stevia, o meglio dello stevioside contenuto negli estratti delle foglie, sono di origine naturale proprio come lo zucchero, ma hanno un apporto calorico nullo . A gennaio di quell’ anno è iniziata  in Italia la distribuzione di Misura Stevia, prodotto da Merisant, azienda leader mondiale nei dolcificanti da tavola.

Domanda: cosa aspettano gli agro-imprenditori e le loro associazioni a prendere ” il treno” della stevia in sostituzione di colture che affamano i nostri contadini ???

Per inciso in queste ultime settimane oltre 3000 persone hanno visto sul mio blog , i post della stevia.

Marocco batte Italia 7 a 1

In vero il rapporto è molto più alto fra coltivazioni di stevia in Marocco, 7000 ettari, e l’Italia, ove forse, arriviamo a 100 ettari.

Ma non siamo il  7° paese più industrializzato al mondo ?

In Marocco, l’Istituto Nazionale d’ Agricoltura di Meknès, ha iniziato la sperimentazione della stevia, nel 2008 ovvero di una delle colture più redditizie in assoluto.

Dopo aver identificato gli ibridi più compatibili alle condizioni  pedo-climatiche locali, ha avviato la promozione presso gli agricoltori marocchini che nel giro di qualche anno stanno arrivando ad una superficie di 7000 ettari. Non solo, ma il Governo Marocchino anticipa ai coltivatori , uno degli investimenti più onerosi, il costo dell’ impianto a goccia, che viene ripagato dopo il secondo anno di raccolta con i proventi ricavati dalle vendita delle foglie secche.

La resa di foglie secche, secondo quanto scrive Malika ALAMI, è di circa 1 500 kg nel primo anno e una resa di 3 500 kg è possibile negli anni successivi (anni 2 e 3) con quattro tagli all’anno (marzo, maggio, luglio settembre).

Nel sud-Italia  sono possibili, a regime, tre tagli con un rendimento di circa 30.000 € all’anno.

Chi fosse interessato ad un progetto pilota di un ettaro per avviare una coltura estensiva di STEVIA,  80 ettari , può contattarmi anche per telefono 3701323488.

Val di Taro nuovi bambuseti giganti

Dopo il bambuseto gigante di due ettari piantumato l’ anno scorso a Porcigatone, quest’ anno se n’ è aggiunto un altro a Bedonia lungo le pendici della rigogliosa valle del Taro.

L’appezzamento di terreno presenta un forte declivio, con alcune zone sassose. Non sarebbe idoneo per le colture tradizionali ma ben si può adattare al bambù un’erba gigante ed infestante che se opportunamente gestita, porta nell’ arco di 4-5 anni alti rendimenti , dell’ ordine di 20.000-30.000€ per ettaro.

A questo proposito và ricordato che è indispensabile predisporre subito un fosso perimetrale per contenere la crescita dei rizomi all’interno dell’ area destinata alla coltivazione, da tenere periodicamente pulito.

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Così , fra qualche anno, oltre ai rinomati porcini di Borgotaro, potremo gustare i germogli freschi di bambù  a Kilometro ZERO, invece di quelli in salamoia dalla Cina.

Vita in Campagna n°6/2017 e il bambù gigante

Il numero di giugno della prestigiosa rivista Vita in Campagna, ha proposto un mio articolo sul BAMBU’ GIGANTE, riportando tecniche colturali, redditività, commercializzazione e vivai ove reperire le piante madri.

Il tutto come riportato con illustrazioni, nelle pagine seguenti:

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