Calcio e vigneti: originale binomio !

Abbiamo decine di satelliti che ogni giorno passano sulle nostre teste, addio privacy ed allora almeno approfittiamone !

Così come il campo della squadra di calcio del cuore, con le immagini satellitari siamo in grado di controllare lo stato di benessere delle colture agricole a costi irrisori.

Avete letto bene a partire da meno di 10 € al mese possiamo costruirci uno storico agronomico delle nostre colture che siano vigneti, frutteti, orticole , bambuseti, ecc.

Partendo dal livello base l‘indice di benessere/vigoria NDVI possiamo capire come stanno le nostre piante, e con altri indici, le loro necessità irrigue o di concimazione, i pericoli metereologici o fitopatologici, in atto od imminenti.

Presentazione piattaforma Agricolus: https://bit.ly/3gWMVF9

Di fatto otteniamo:

  • l’innovazione del processo produttivo e del metodo di lavoro fino all’indice di maturazione delle uve di Winkler e Huglin https://bit.ly/3vQiTbx
  • l’ottenimento di risultati concreti in termini di miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni;

Case story Cantine Lizzano:https://bit.ly/3vP72dV

Per gli oliveti uno speciale programma studia e prevede i fabbisogni idrici, le fasi fenologiche e la lotta alla mosca Bactrocera oleae. Con la mia assistenza e la tecnologia adatta posso assisterti nelle fasi cruciali della coltura vedi https://bit.ly/3dbLjGG

Posso gestire diverse aziende in remoto controllandole con i satelliti, rimanendo in contatto giornaliero con l’agro-imprenditore che può fare tesoro della mia esperienza per risolvere le problematiche agronomiche della sua azienda.

Riassumendo perchè scegliere…

Via Gaetano Donizetti 50
Carate Brianza, MB 20841
Italy

BASTA Cina

Un punto centrale della propaganda di Xi Jinping è che l’Occidente sarebbe entrato in una fase di declino irreversibile ” ( articolo di Danilo Taino Corsera 10/06/21 ).

In effetti se guardiamo ai dati economici e sanitari, la Cina è di fatto la vincitrice della Terza Guerra Mondiale che ha preso la forma di una pandemia, il Covid, che è partita da Wuhan in maniera colposa o preterintenzionale “ai posteri l’ardua sentenza”. L’ispezione fatta dall’ OMS nei mesi scorsi non ha certo fatto chiarezza dato che i funzionari stranieri hanno visto quello che gli hanno lasciato vedere senza nessun contatto diretto con scienziati o medici cinesi.

Al G7 in Cornovaglia si è parlato di Green Economy che vuol dire anche pannelli fotovoltaici ma il 68% della produzione di pannelli solari è in Cina, questo vuol dire che miliardi del Ricovery Plan finiranno ad industrie cinesi per di più pesantemente sovvenzionate dallo Stato: questo è il primo bottino.

Terre rare: sono elementi base per importanti settori strategici dell’industria elettronica e difesa( smarphone, fibra ottica, led, satelliti, ecc.) . Il 90% della produzione mondiale è in Cina che tiene al cappio anche gli USA che ne importano l’80% del loro fabbisogno. Nel 2014 quando vivevo in Ghana, le migliori concessioni aurifere erano in mano ai cinesi, ma sfruttando la loro presenza in loco così come in altri paesi africani, cercano di accaparrarsi anche nuove fonti di terre rare e minerali strategici.

Scoperta più recente è quella che dipendiamo dalla Cina per le mascherine ed altri presidi medici. Potrei proseguire a lungo questo elenco che ha origini lontane come per l’acido acetilsalicilico (aspirina) che fin dagli anni ’80 era prodotta in Cina e poi ridotta in compresse dalla Bayer in Germania.

Non vorrei sembrare sinofobo anzi quando si è trattato di aiutarli, nel 1978, ad uscire da una profonda crisi agricola, nel mio piccolo, ho tenuto a Pechino diversi corsi ai docenti universitari cinesi di “tecnologie agricole avanzate” ed enologia, ma come si sul dire ” a tutto c’è un limite” e chi ci governa dovrebbe tenerne conto.

E’ in atto una forma di neo-colonialismo basato non su una presenza fisica ma su una subdola e capillare presenza industriale e commerciale della RPC nei Paesi più modernizzati.

Questa lunga premessa per affermare che tutto quello che si può fare in Italia và fatto.

In campo agricolo, ribadisco la mia contrarietà verso quegli agronomi e funzionari amministrativi che vorrebbero ostacolare o proibire la coltivazione del bambù gigante (ovviamente al di fuori di parchi naturali o riserve).

Il Bambù Gigante è uno dei pochi regali che ci fà la Cina, fornendoci un’erba facilmente coltivabile in Italia, che ha la più veloce crescita al mondo e da cui si possono ricavare germogli, bio-imballaggi, laminati e tanti altri prodotti ecosostenibili. O è preferibile anche per le canne o rattan rimanere fortemente dipendenti proprio dalla Cina ?

interni in laminato di bambù MOSO (foto LIon Tetler)

Stevia: project leader cercasi

Nel 2019 le coltivazioni di stevia saranno concentrate in Sicilia in particolare nelle province di Trapani ed Agrigento.  La decisione nasce dall’esperienza maturata in numerosi campi pilota attivati nel 2018 non solo in Sicilia ma anche in Sardegna, Marche, Romagna e Friuli.  La sola criticità riscontrata è sorta dalla necessità , dopo il raccolto , di essiccare la stevia ma nel Trapanese ed Agrigentino si trovano impianti adatti a questo tipo di operazione.

Sulla base degli accordi stretti con Stevia Natura che in Francia ritira ed estrae gli steviosidi dalle foglie secche, cerchiamo un project leader che con una discreta conoscenza agronomica ed a fronte di un’ interessante remunerazione, sia in grado di trovare uno o più agricoltori che vogliano investire su un totalità di una decina di ettari in coltivazioni intensive di stevia.  Il progetto ha un valore di 140.000,00 € (investimento 14.000 € per ettaro= 80.000 piantine di ibridi industriali di stevia ) di cui una sostanziosa quota spetterà alla persona che troverà chi interessato ad investire in questa redditizia coltivazione e sulla base delle nostre indicazioni ,  controllerà che venga rispettato il disciplinare di coltivazione. La persona  interessata a questo ruolo è invitata a contattarci con urgenza sulla mail      info@italstevia.com

saccuzzo ASSS

La grande CECITA’

I campi sperimentali avviati quest’anno, nel Centro Sud Italia hanno dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno,  che la stevia si può coltivare anche da Noi come da anni avviene nel Sud della Spagna ed in Grecia e con risultati lusinghieri. Come mai allora in un’epoca in cui si scambiano terabyte di informazioni al secondo, organizzazioni quali Coldiretti e Confagricoltura, che dovrebbero svolgere un’ azione divulgativa sulle colture innovative e veramente redditizie, sono latitanti, attendono forse il benestare delle lobby degli zuccheri od sono affette da “grande cecità” ?

Quelle lobby hanno bloccato per anni la commercializzazione della stevia, dolcificante naturale a zero calorie, nel mercato europeo, sino al dicembre 2011. In altri paesi questo dolcificante è in uso da anni, negli USA ( dal 2008 ) e Giappone ( dal 1971 ),  ed ora la stevia dolcificante compare con un nome che evoca uno di quegli equivoci coloranti che poco hanno di naturale, E 960 !

Eppure dal 26 giugno del 2008 al 69° Congresso congiunto FAO/WHO Expert Committee on Food Additives (JECFA ) i glucosidi steviolici erano stati riconosciuti a tutti gli effetti utilizzabili come additivi alimentari .

Come mai non è stato ancora autorizzata la dicitura stevia biologica= organic stevia, coltivata in UE, per usi nell’ industria alimentare ma le stesse industrie ne possono importare tonnellate dall’ estero ?

Tanti fatti NON mi tornano: risultato ??? il piano agro-industriale della stevia “made in Italy” langue anche in attesa di pronunciazioni da parte delle Organizzazioni preposte allo sviluppo agricolo che tardano a venire !!!

Da notare che la coltivazione dell “erba dolce” è paragonabile per semplicità e rusticità ad una foraggera, la redditività altamente superiore ed il ritiro garantito. Unica criticità è l’ essiccazione del raccolto sfalciato da farsi con mezzi idonei, tipo quelli in uso per origano o tabacco.

 STEVIA SI’ GRAZIE !!!

DOPPIO OK

Dott. Massimo Somaschini  presidente Ital Stevia

p.s. chi concorda con questa analisi è invitato a condividere

STEVIA: diffidate delle imitazioni !!!

Forti dell’ interesse riscontrato dalle coltivazioni di stevia, stanno muovendosi diverse persone in Sicilia, a Noi estranee, che promuovono la coltivazione della stevia garantendo il ritiro del raccolto.

Ital Stevia è l’unica che ha l’esclusiva per l’ Italia di Stevia Natura France . Questa società possiede l’unico impianto di estrazione in Europa di stevia per cui al di fuori delle nostra filiera è impossibile avere garanzie di ritiro di foglie secche di stevia per uso industriale . Tuteleremo nelle sedi opportune azioni di Terzi che riterremo nocive al piano di sviluppo della stevia in Italia ad opera di Ital Stevia.

Global Agriconsulting capofila di Ital Stevia, fornisce piante ibride agli agricoltori, assistenza agronomica e si impegna a ritirare le foglie essiccate di stevia : si stanno chiudendo le prenotazioni per la campagna 2019, chi fosse interessato ad iniziare la coltivazione di stevia( min. un ettaro) può contattare, con urgenza, il 3701323488

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( nella foto il Presidente di Ital Stevia dott. Massimo Somaschini ed il presidente di Stevia Natura France)

 

Risultati stevia in sardegna e sviluppi 2019

L’ 8 c.m. alle 18,00 si terrà la conferenza sulla stevia presso Agri-turismo Villa Gaia a Cabras  Oristano.

In quella occasione il Dott. Massimo Somaschini pres. ItalStevia ed Enrico Lepore pres. Consorzio del Sinis illustreranno i lusinghieri risultati ottenuti su campi sperimentali non solo in Sardegna ma anche in altre regioni d’ Italia.

La seconda parte sarà dedicata agli sviluppi di nuovi ettari, che si potranno avere nel 2019 di una coltivazione “l’erba dolce” facile, redditizia e purtroppo di grande attualità, molto resistente a forti eventi atmosferici e malattie .

Vi aspettiamo e vi invitiamo a condividere il post onde far conoscere l’evento ad agricoltori ed operatori del settore !!!   info 3701323488 Massimo Somaschini

(nella foto in alto il Presidente del Consorzio del Sinis )

Crowdfunding for stevia

Il piano agro-industriale della stevia  “MADE IN ITALY” ha superato un’ importante verifica di fattibilità durante il suo primo anno d’esercizio nel 2018 ora è il momento di un consolidamento economico-societario.

I risultati di produzione sono stati lusinghieri e le coltivazioni avviate in diverse aree d’ Italia, dal Friuli alla Sicilia e Sardegna, sono servite anche a mettere in evidenza alcune criticità del progetto.

Permane un distacco abnorme ed ingiustificabile fra le superfici in essere di stevia in Italia poche decine di ettari e la Spagna (300 ha) o la Grecia ( 150 ha).

Urge un salto di quantità più che di qualità così come un oculato e profittevole utilizzo dell’enorme mole di dati raccolti quest’ anno da Ital Stevia.

In primis, una promozione nel mondo agricolo,  che porti ad una conoscenza più diffusa della stevia quale coltura semplice, di poche pretese ma redditizia.

La formula che auspico può essere un crowdfunding (55.000 €) o più semplicemente una società “ad hoc” con una partnership esterna con pari apporto di capitale, finalizzata alla promozione e commercializzazione della stevia.

Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento può contattarmi, un cordiale saluto ai colleghi di Linkedin ed un sincero ringraziamento a chi già da quest’anno,  ha collaborato all’ avvio di questo progetto,

Dott. Massimo Somaschini

presidente

italstevia con fondo quadro - Copia

Noi chiacchieriamo, i cugini francesi si muovono!!!

Leggevo ieri quanto pubblicato da un Centro Sperimentale Francese per lo Sviluppo dell’ agricoltura, che caldeggia senza tante remore lo sviluppo di nuove piantagioni di stevia-bio con limite di -4/-5 C°. Questa è la regola canonica, vero è che poi esistono coltivazioni da tre anni di stevia a Pinerolo città non certo nel Centro-Sud Italia. In effetti è ciò che sta avvenendo nella regione francese di Aquitaine, dove si stanno moltiplicando, a vista d’occhio, le piantagioni di stevia.

Ital Stevia promuove le coltivazioni di stevia in Italia, fornisce piante madri ibride ad alto rendimento, dà consulenza agronomica e si impegna a ritirare il raccolto: le foglie secche di stevia.

Chi vuole approfondire la conoscenza della stevia, può leggere i post su http://www.italstevia.com ed iscriversi al webinar (seminario via web) sulla stevia tramite il modulo https://italstevia.com/contatti/

 

 

 

Stevia essicazione naturale

Il momento del raccolto e successiva essicazione della stevia si avvicina, pertanto abbiamo provveduto ad effettuare alcune prove di disidratazione industriale.

Con il contributo di un’ azienda agrigentina abbiamo fatto delle prove disponendo alcune migliaia di tralci di stevia, provenienti dal vivaio di Campobello di Mazzara, in un mini-container e riscaldando con aria calda prodotta da un particolare pannello solare.

Questo pannello dotato anche di una parte a fotovoltaico, quindi autonomo dalla rete elettrica, convoglia un flusso d’aria laminare al suo interno che viene poi spinta nella camera di essicazione: il tutto porta ad un alto rendimento energetico e quindi di disidratazione della stevia con un ciclo diurno di 9 ore ad una temperatura controllata di 35 °C.

Abbiamo iniziato questi test con largo anticipo sul tempo previsto della raccolta a settembre per il verificarsi di un fatto inatteso: in un impianto in Sicilia ed in uno nelle Marche la stevia sta iniziando a fiorire , segnale inequivocabile che è il momento di procedere al taglio dell’ “ERBA DOLCE”. Ciò ci porterà ad effettuare due raccolti già al primo anno invece che uno come previsto, a tutto beneficio e rendimento del nostro Business Plan e degli agricoltori che hanno creduto in questo progetto.

essicazione 4

N.B. per appezzamenti di 1-2 ha è possibile essicare la stevia distendendola su teli, in un luogo assolato e protetta dal vento, per 2-3 g.g.

Ital Stevia diventa International

Nei giorni 4-5  giugno si è tenuta a Berlino la 8° Convention dell’ Organizzazione Mondiale della Stevia.

La convention a cui partecipano accademici e industriali provenienti da ogni parte del globo, è un occasione unica per conoscere le nuove tendenze e lo stato della conoscenza della stevia come pianta e come prodotto finito.

Il Dott. Massimo Somaschini presidente della costituenda Associazione Italiana Produttori Stevia , ovvero Gruppo ITAL STEVIA, ha voluto essere presente iscrivendosi quale membro italiano della World Stevia Organzation.

Il know-how e le informazioni che scaturiranno da questo legame saranno messe a disposizione degli associati ( per iscrizioni info 3701323488 )

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Prof. Gerd Birkenmeier University of Leipzig, Germany
President of the World Stevia Organization e Dott. Massimo Somaschini Presidente Gruppo Ital Stevia

Libera traduzione del messaggio iniziale di “benvenuto” del Presidente della WSO :

Come presidente della World Stevia Organization (WSO), è un piacere per me annunciare l’organizzazione dell’ 8 ° Congresso mondiale su Stevia, a Berlino dal 4 al 5 giugno 2018.

Stevia come fattore preventivo
La Stevia è attualmente considerata l’oro verde come dolcificante naturale usato per ridurre lo zucchero e gli edulcoranti sintetici come l’aspartame o il sucralosio. Inoltre, la Stevia come ingrediente naturale e antiossidante può essere utilizzata per la prevenzione di malattie croniche come obesità, diabete, cancro e malattie cardiovascolari.

Perché una specifica conferenza dedicata al cibo e alle bevande formulata con Stevia?
Oggigiorno, i consumatori hanno bisogno di un gusto neutrale adatto alla loro cultura. Durante le quattro edizioni precedenti del Stevia World Congress, tenutasi dal 2010, la domanda principale rimasta senza risposta è stata “Come limitare e nascondere il retrogusto di Stevia nel cibo e nelle bevande?”

La sfida principale dell’8 ° Congresso mondiale su Stevia e Food & Beverages sarà trovare la combinazione perfetta in termini di formulazione e determinare come raggiungere l’equilibrio perfetto. Il comitato scientifico inviterà accademici, esperti e industriali a presentare le loro ultime ricerche, innovazioni e prodotti di successo formulati con Stevia.

Siamo comunque sicuri che Stevia svolgerà un ruolo importante nella prevenzione di molte malattie croniche. Per il futuro, c’è il rischio che i consumatori non accettino i prodotti formulati da Stevia se gli industriali non sapranno anticipare e trovare una soluzione urgente per Stevia Taste. Dobbiamo reagire rapidamente per assicurare il futuro della Stevia come dolcificante naturale.