Bambù cellulosa bioetanolo

L’industria cartaria come altri settori industriali si è adagiata per anni sull’importazione di cellulosa dall’estero. Da ancora prima della guerra in Ucraina i prezzi della cellulosa sono esplosi ed il cartone riciclato non è sufficiente a compensare gli aumenti. La Cina dal cui export l’Italia dipende dieci volte più di quello dalla Russia, ha da anni sviluppato tecnologie per produrre dal bambù la cellulosa.

La Finlandia và oltre : dagli alberi fà la cellulosa e il bioetanolo !

Raffineria Veolia in Finlandia per produzione bioetanolo da cellulosa
Raffineria Veolia in Finlandia

Il bambù gigante è la pianta, mi correggo l’erba, che cresce più velocemente al mondo: una catena di cartiere cinesi utilizza già ora, per produrre cellulosa, 400.000 ettari di bambuseti. Sembrerà strano ma parlando con alcuni proprietari di cartiere, a cui ho dato dei campioni di cippato, mi hanno detto che non è una soluzione percorribile…?!

Questo sta a significare che c’è grande ignoranza (non conoscenza) o pigrizia ad affrontare il problema anche da parte di grandi vivaisti che hanno spinto alla realizzazione di oltre 2000 ettari di bambuseti in Italia spesso miscelando specie diverse. Oltre ad un approccio superficiale dove e cosa fare del bambù gigante, con ugual forza e determinazione, queste aziende dovrebbero promuovere l’utilizzo , ad un prezzo congruo, della biomassa di bambù.

Tecnologia: dal bambù alla cellulosa

A quanto mi risulta in Italia, esiste solo una cartiera in Emilia che produce cellulosa da residui di pioppo.

Ma esistono delle storture che vanno corrette: se una cartiera acquista cippato di bambù e lo vuole pagare 50 €/ton con una resa del 45 %, avrà un costo di materia prima di circa 80 €/ton: l’agricoltore non può ricevere una miseria per una cellulosa che altrimenti la cartiera dovrebbe importare a dieci volte in più ovvero 1000 € la tonnellata.

Attualmente ci sono tecnologie con cui ottenere con l’estrazione “per esplosione” del cippato di bambù, non solo cellulosa, ma anche sottoprodotti ligninici e tanninici, aumentando notevolmente la redditività dell’impianto.

Tecnologia: dal bambù al bioetanolo

Una legge “profetica” del 19.12.2007 dell’Agenzia Americana dell’Ambiente

Agenzia per l'Ambiente e il bioetanolo

ci riporta al capitolo ” Indipendenza e Sicurezza Energetica” ( attenzione parliamo nel 2007 dell’indipendenza energetica negli USA figuriamoci in Italia) all’importanza dei biocarburanti dandoci una tabella con delle proiezioni sugli anni futuri:

bioetanolo e consumi negli anni
incremento produzione bioetanolo da cellulosa negli anni

Incrementare di alcune migliaia di ettari i bambuseti in Italia, produrre cellulosa “materiale strategico” per le cartiere, e bioetanolo, NON è FANTASCIENZA ma una realtà che può dare reddito agli agricoltori, cellulosa ad un prezzo congruo, bioetanolo per contribuire all’indipendenza energetica del nostro paese.

Scrive Estelle Brachlianoff , CEO di Veolia la più importante bioraffineria in Europa: “Il vantaggio del nostro concetto industriale è che è replicabile in circa l’80% delle cartiere di tutto il mondo. Ha il potenziale per sbloccare una materia prima aggiuntiva, generata localmente, di biometanolo neutro in termini di CO2 per il biocarburante che potrebbe essere stimato a 2 milioni di tonnellate”.

Scenari futuribili

La Cina come per le terre rare, i micro-chip, metalli strategici, si sta accapparrando sul mercato mondiale tutta la cellulosa disponibile. In un futuro prossimo esporterà solo prodotti cartari finiti, carta igienica, fazzolettini, costringendo a dura vita le cartiere italiane nonostante il loro processo di aggregazione in complessi sempre più grandi.

protti cartari da cellulosa di bambù
prodotti cartari cinesi

Una via d’uscita possono essere le foreste di bambù gigante per la produzione di cippato da cui estrarre la cellulosa ed ancor meglio, il bioetanolo.

Tutto ciò a condizione che ci sia una corretta remunerazione degli agricoltori per i loro investimenti e dei loro sforzi che ad oggi si possono quantificare il 180-200 € a tonnellata per il cippato di bambù.

Per non parlare dei vantaggi delle decine di migliaia di crediti di carbonio che le foreste di bambù producono a compensazione di quelli negativi delle cartiere.

Scrive Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera: “non eravamo preparati alla guerra. Ora è meglio non arrivare impreparati anche al dopoguerra.”

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: