Essere i primi non è facile !

Desidero evidenziare che la piattaforma Agricolus ha vinto il concorso a livello mondiale per il 2021 , come migliore software satellitare per la gestione delle aziende agricole.

Vincere una competizione a livello globale non è facile , altre decine di nazioni, in primis gli USA sempre all’avanguardia in campo aereospaziale, e centinaia di start-up hanno presentato progetti e sistemi innovativi per l’agricoltura 4.0

https://agtechbreakthrough.com/

Agricolus è una startup innovativa che opera nel campo della Smart Farming. Nata nel Febbraio 2017 a Perugia, in Umbria – “cuore verde” dell’Italia – ha l’obiettivo di supportare le aziende agricole e i professionisti del settore nel semplificare e valorizzare il lavoro in campo.  

Come riusciamo a farlo? Rendendo le tecnologie innovative accessibili e facili da usare, allo scopo di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale ed economica richiesti all’agricoltura, bio in particolare. In concreto cosa serve Agricolus ed un abbonamento satellitare ?

Per informazioni contatta il 3701323488 Dott. Massimo Somaschini

Non solo Agricolus è anche RisingFoodStar di EIT Food, un’eccellenza all’interno dell’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia.

EIT Food è uno dei sei consorzi nati all’interno di EIT (European Institute of Innovation & Technology) che ha il suo focus sull’imprenditorialità e l’innovazione nel settore alimentare. I membri della community EIT Food sono attori di livello mondiale del comparto: oltre 50 partner tra imprese, centri di ricerca e università di 13 paesi.

La vision è di porre l’Europa al centro di una rivoluzione globale nell’innovazione e nella produzione alimentare: EIT Food ha l’obiettivo di coinvolgere i consumatori nel processo di cambiamento, migliorare la nutrizione e rendere il sistema alimentare più efficiente sotto il profilo delle risorse, nonchè sicuro, trasparente e affidabile.

Bambù e satelliti “case story”

Due mesi fà sono stato interpellato da un agricoltore laziale che aveva un grave problema al suo bambuseto.

Nella piantagione iniziata 4 anni fà, le piante si presentavano più basse di quello che avrebbero dovuto essere, di un verde pallido e con una crescita nei diversi lotti per un totale di sette ettari, fortemente disomogenea.

piante di bambù gigante clorotiche e disomogenee

Recatomi di persona ho potuto constatare che non erano in corso attacchi da fitopatogeni, le concimazioni erano state fatte correttamente ma le analisi del terreno erano vecchie di oltre due anni, e le irrigazioni avevano una periodicità sbagliata.

Con l’ausilio della tecnologia satellitare, ho consigliato un abbonamento “easy” a soli 100 € all’anno (canone base) ma che ci desse come si può vedere nell’immagine in testa, una valutazione “oggettiva” dell’indice di stress idrico nei diversi appezzamenti. Successivamente ho proposto di intervenire nella turnazione dell’acqua con periodi di irrigazione più lunghi.

Le immagini satellitare elaborate da specifici algoritmi, a sole tre settimane parlano da sole: le zone rosse/rosate con maggiori sintomi di siccità, si erano ridotte a vantaggio di quelle azzurre ove i bambù incominciavano a rispondere positivamente ad una irrigazione più consona alle loro necessità.

Altre fasi agronomiche quali concimazioni e trattamenti antiparassitari o lavorazioni possono essere monitorati e valutati ogni 4-5 giorni col passaggio dei satelliti Sentinel 2 con altri indici quali “indice di vigore ” ed “indice di clorofilla”.

Inoltre queste periodiche rilevazioni permettono di costruire uno storico della piantagione potendo inequivocabilmente valutare come e quando effettuare o modificare operazioni agronomiche specifiche per determinati fini.

Riassumendo cosa si può fare con..

Per maggiori informazioni od abbonamenti anche più performanti, senza impegno, contattatemi wattsapp 3701323488

Cereali e satelliti

L’utilizzo delle immagini satellitari ben si adatta al controllo e supporto gestionale delle colture cerealicole.

Prendendo come esempio il mais, le immagini soprariportate evidenziano tramite indici di “vigore” ed indici di “stress idrico” lo sviluppo della pianta e l’influenza che possono avere le irrigazioni, le concimazioni e la presenza di attacchi di fitopatogeni.

Non solo, i dati satellitari integrati con quelli di una centralina meteo, i rilievi della fasi fenologiche del mais , tramite algoritmi dedicati, possono prevedere l’insorgere di malattie e la percentuale delle diverse fasi di sviluppo degli insetti.

grafico previsionale dello sviluppo della Nottua gialla

Info wattsapp 3701323488

Più olio coi satelliti

Il controllo satellitare è uno strumento innovativo per tenere costantemente sotto controllo, con costi modesti, i tuoi ulivi ed avere risposte certe alle seguenti problematiche:

  • ottimizzazione delle irrigazioni
  • ottimizzazione dei trattamenti (es. mosca olivo)
  • ottimizzazione momento raccolta
  • ottimizzazione interventi e rilievi in campo

Le risposte vengono date dalle foto satellitari fatte a diverse lunghezze d’onda integrate coi rilievi delle fasi fenologiche ed eventi sul campo, il tutto elaborato tramite specifici algoritmi presenti sulla piattaforma Agricolus e consultabili a computer e con smartphone sul campo: diseguito alcune immagini satellitari e diagrammi disponibili all’agricoltore.

Immagine satellitare dell’uliveto prima e dopo l’elaborazione fatta dagli algoritmi di Agricolus: le zone di colore rosato e rosse indicano gli ulivi che necessitano di interventi
andamento di una infestazione di mosca dell’olivo nei diversi mesi

Il tutto viene spiegato dal sottoscritto e dall’assistenza telefonica fornita da un team di agronomi a disposizione dei clienti per guidarli ad intrapprendere le azioni agronomiche più opportune.

Interventi proposti agli associati delll’Organizzazione Produttori Olivicoli Regione Umbria sulla base dei dati provenienti dagli oliveti e dai satelliti

Decisioni mirate e tempestive si traducono nel tempo, in una produzione di olive in maggiore quantità e di qualità superiore. L’abbonamento al servizio dati satellitari parte da 100 € all’anno a secondo degli indici agronomici richiesti e del numero di ettari dell’ oliveto fotografato. Per qualsiasi chiarimento chiamami Dott. Massimo Somaschini 3701323488 wattsapp

storico di differenti indici di vegetazione con cui monitorare lo stato di “benessere” degli ulivi

Maturazione dell’uva e satelliti

QUANDO VENDEMMIARE ???

E’ la domanda che presto si faranno tutti i viticoltori, che in questi ultimi anni di cambiamenti climatici hanno visto spostarsi notevolmente le date di raccolta.

Come diceva una famosa ricercatrice Linda Bisson nel lontano 2001 :

“ad un certo punto, la sintesi delle caratteristiche enologiche desiderabili cessa. Questo è il miglior momento in cui raccogliere i frutti, prima del deterioramento delle caratteristiche dell’uva; è importante definire la maturità ottimale dell’uva e sviluppare chiari tratti chimici o biochimici che possono essere utilizzati per determinare il picco di maturazione”.

 i parametri classici per analizzare il grado di maturazione dell’uva sono:

  1. Il grado zuccherino
  2. L’acidità, valutata come pH e/o come acidità totale

Le immagini satellitari, l’indice di vigoria NDVI, ed altri dati , elaborati dagli algoritmi della piattaforma AGRICOLUS e la mia assistenza, permettono di avere ulteriori elementi di valutazione per determinare il “momento giusto “.

Due importantissimi nuovi strumenti si aggiungono ad uso del moderno viticoltore:

L’indice di Winkler: ovvero il rilievo automatico della media delle temperature giornaliere al di sopra di 10° C in un certo periodo, più gli altri indici sotto-evidenziati, il tutto elaborato da uno specifico software

Indice di Huglin (più preciso) : rilievo ed elaborazione delle temperature come sopra descritto, più la temperatura massima giornaliera, la latitudine, più un valore di correzione in base al vitigno ed alla varietà.

L’appiattimento della curva degli indici dopo una progressiva ascesa, indica il periodo ottimale di raccolta !

Tutte le elaborazioni tengono conto, durante tutta l’annata agraria, del rilievo giornaliero delle fasi fenologiche secondo lo schema BBCH, delle irrigazioni, delle provabilità d’insorgenza di fitopatie,delle operazioni colturali e concimazioni registrate.

Calcio e vigneti: originale binomio !

Abbiamo decine di satelliti che ogni giorno passano sulle nostre teste, addio privacy ed allora almeno approfittiamone !

Così come il campo della squadra di calcio del cuore, con le immagini satellitari siamo in grado di controllare lo stato di benessere anche delle colture agricole a costi irrisori.

Avete letto bene a partire da meno di 10 € al mese possiamo costruirci uno storico agronomico delle nostre colture che siano vigneti, frutteti, cerealicole, orticole , bambuseti, ecc.

Partendo dal livello base l‘indice di benessere/vigoria NDVI possiamo capire come stanno le nostre piante, e con altri indici, le loro necessità irrigue o di concimazione, i pericoli metereologici o fitopatologici, in atto od imminenti.

Presentazione piattaforma Agricolus: https://bit.ly/3gWMVF9

Di fatto otteniamo:

  • l’innovazione del processo produttivo e del metodo di lavoro fino all’indice di maturazione delle uve di Winkler e Huglin https://bit.ly/3vQiTbx
  • l’ottenimento di risultati concreti in termini di miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni;

Per gli oliveti uno speciale programma studia e prevede i fabbisogni idrici, le fasi fenologiche e la lotta alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae). Con la mia assistenza e la tecnologia adatta posso assisterti nelle fasi cruciali della coltura vedi https://bit.ly/3dbLjGG

Le aziende agricole biologiche o che aspirano ad esserlo possono trovare un grande aiuto dal controllo degli indici di vigore, stress idrico e di clorofilla riportati periodicamente nei report che si basano sull’elaborazione delle immagini dei satelliti. La piattaforma di cui faccio uso quotidiano per le aziende che seguo, è utilizzata già in 66 paesi, in 7 lingue, prevede sulla base di dati meteo, statistici e satellitari, l’insorgere di malattie e carenze di concimazioni, minimizzando l’uso di fito-farmaci e fertilizzanti, interfacciandosi, se è il caso, con trattori e macchinari a rateo variabile.

a distanza di 22 gg e con un cambio di irrigazione
le zone siccitose (rosse/rosa) stanno diminuendo rispetto a quelle meglio irrigate (azzurre/blu)

Posso gestire diverse aziende in remoto controllandole con i satelliti, l’ agro-imprenditore rimane in contatto giornaliero con me e con il team di agronomi di Agricolus per risolvere le problematiche agronomiche della sua azienda.

Riassumendo perchè fare un abbonamento satellitare e scegliere il supporto gestionale di…

Via Gaetano Donizetti 50
Carate Brianza, MB 20841
Italy

BASTA Cina

Un punto centrale della propaganda di Xi Jinping è che l’Occidente sarebbe entrato in una fase di declino irreversibile ” ( articolo di Danilo Taino Corsera 10/06/21 ).

In effetti se guardiamo ai dati economici e sanitari, la Cina è di fatto la vincitrice della Terza Guerra Mondiale che ha preso la forma di una pandemia, il Covid, che è partita da Wuhan in maniera colposa o preterintenzionale “ai posteri l’ardua sentenza”. L’ispezione fatta dall’ OMS nei mesi scorsi non ha certo fatto chiarezza dato che i funzionari stranieri hanno visto quello che gli hanno lasciato vedere senza nessun contatto diretto con scienziati o medici cinesi.

Al G7 in Cornovaglia si è parlato di Green Economy che vuol dire anche pannelli fotovoltaici ma il 68% della produzione di pannelli solari è in Cina, questo vuol dire che miliardi del Ricovery Plan finiranno ad industrie cinesi per di più pesantemente sovvenzionate dallo Stato: questo è il primo bottino.

Terre rare: sono elementi base per importanti settori strategici dell’industria elettronica e difesa( smarphone, fibra ottica, led, satelliti, ecc.) . Il 90% della produzione mondiale è in Cina che tiene al cappio anche gli USA che ne importano l’80% del loro fabbisogno. Nel 2014 quando vivevo in Ghana, le migliori concessioni aurifere erano in mano ai cinesi, ma sfruttando la loro presenza in loco così come in altri paesi africani, cercano di accaparrarsi anche nuove fonti di terre rare e minerali strategici.

Scoperta più recente è quella che dipendiamo dalla Cina per le mascherine ed altri presidi medici. Potrei proseguire a lungo questo elenco che ha origini lontane come per l’acido acetilsalicilico (aspirina) che fin dagli anni ’80 era prodotta in Cina e poi ridotta in compresse dalla Bayer in Germania.

Non vorrei sembrare sinofobo anzi quando si è trattato di aiutarli, nel 1978, ad uscire da una profonda crisi agricola, nel mio piccolo, ho tenuto a Pechino diversi corsi ai docenti universitari cinesi di “tecnologie agricole avanzate” ed enologia, ma come si sul dire ” a tutto c’è un limite” e chi ci governa dovrebbe tenerne conto.

E’ in atto una forma di neo-colonialismo basato non su una presenza fisica ma su una subdola e capillare presenza industriale e commerciale della RPC nei Paesi più modernizzati.

Questa lunga premessa per affermare che tutto quello che si può fare in Italia và fatto.

In campo agricolo, ribadisco la mia contrarietà verso quegli agronomi e funzionari amministrativi che vorrebbero ostacolare o proibire la coltivazione del bambù gigante (ovviamente al di fuori di parchi naturali o riserve).

Il Bambù Gigante è uno dei pochi regali che ci fà la Cina, fornendoci un’erba facilmente coltivabile in Italia, che ha la più veloce crescita al mondo e da cui si possono ricavare germogli, bio-imballaggi, laminati e tanti altri prodotti ecosostenibili. O è preferibile anche per le canne o rattan rimanere fortemente dipendenti proprio dalla Cina ?

interni in laminato di bambù MOSO (foto LIon Tetler)

Pyllostachys pubescens o Ph. Bambusoides – Madake questo il dilemma ?

Premessa

Per provare a rispondere questo quesito ho fatto uno studio approfondito di un centinaio di pubblicazioni scientifiche in inglese, cinese e giapponese, le quali , a loro volta, si basano su referenze di autori e ricercatori di una trentina di paesi ove sono presenti foreste di bambù gigante: una mole enorme di dati che ho cercato di condensare nelle righe seguenti.

Phyllostachys bambusoides – Madake

Nome giapponese: Madake, Altezza massima: 75 piedi (23 m), Diametro massimo: 6 pollici (15 cm), Temperatura minima: -10° C.

E’ diffuso soprattutto in Cina nelle province di Anhui, Fujian Guangdong, Guangxi, Guizhou, Henan, Hubei, Hunan, Jiangsu, Jiangxi, Shaanxi, Sichuan, Taiwan, Yunnan, Zhejiang, in Giappone nella prefettura di Kyushu, Shikoku e nella parte centrale e meridionale di Honshu. Negli Stati Uniti è stato introdotto nel 1933 nello Stato dell’ Alabama ove è stato oggetto di studio da parte dell’Università di Auburn. I ricercatori hanno notato che P. bambusoides produceva meglio dopo un inverno con un po ‘di freddo , ma ovviamente con una temperatura non troppo bassa. Migliori risultati si notarono nella Georgia costiera, meno fredda in inverno rispetto all’Alabama.

E’ interessante uno studio dell’ Università della Carolina del Sud sulle proprietà fisiche e meccaniche del bambù gigante del legname (Phyllostachys bambusoides) coltivato in quello Stato e pubblicato sul Forest Products Journal 1994. I risultati delle analisi statistiche hanno indicato che 1) le proprietà di resistenza sono aumentate dal basso verso l’alto del bambù; 2) i campioni essiccati all’aria avevano una resistenza alla compressione, alla trazione, al modulo di elasticità (MOE) e al modulo di rottura (MOR) molto più elevati rispetto ai campioni verdi; 3) la presenza di un nodo riduceva notevolmente le resistenze a compressione e trazione, e il MOR, influiva solo leggermente sul MOE.

Bambù Moso (Phyllostachys heterocycla var. pubescens o Phyllostachys edulis)

E’ chiamato “MaoZhu” in Cina. In questo paese, è la più importante specie di bambù ed a sua volta, la terza, per importanza, specie vegetale per la produzione di legname dopo il Pinus massoniana e Cunninghamia lanceolata (Abete cinese).

Altezza tipica: 20 m
Diametro culmo tipico: 110 mm
Tolleranza minima temperatura: -20 ° C
Clima: cresce meglio nei climi temperati o nelle fresche regioni subtropicali
Condizioni di luce: pieno sole
Crescita sotterranea rizomi : da 1 a 2 m di diffusione all’anno
Condizioni di coltivazione: terreno umido e ben drenato
Origine: Cina

Il bambù Moso è ottimo per la produzione di germogli e questa specie svolge un ruolo ambientale molto importante per il fissaggio della CO2 (Fu, 2001).

produzione in pounds per acro di germogli in un anno:
Ph. pubescens è 4 volte il Ph. bambusoides ( Univ. della Georgia USA )

Dagli anni ’50, le foreste di Moso sono aumentate da 1,5 milioni di ettari nel 1957 a 5 milioni di ettari nel 2007 : Questa espansione rappresenta una delle aree forestali in più rapida crescita in Cina in particolare nelle province di : Fujian, Jianxi, Zhejiang and Hunan. In tempi più recenti si stima siano arrivate a coprire 7 milioni di ettari.

Spaziatura del bambù gigante

Ho voluto inserire questo paragrafo, non direttamente attinenete al dilemma riportato nel titolo, perchè in italia girano diverse scuole di pensiero molto distanti fra loro e spesso spiegabili in chiave di marketing e non agronomica.

( raccomandata da INBAR Organizzazione mondiale Bambù e Rattan )

International Network Bamboo Rattan sede Pechino

Specie di bambù di piccolo diametro ( diametro <6 cm): 4 × 4 mo 3 × 4 m spaziatura: 600-800 piante per ettaro: appartengono a questa categoria specie di bambù come Oxytenanthera abyssinica, Dendrocalamus strictus e Bambusa multiplex.

Specie di bambù di medio diametro ( diametro 6-10 cm): spaziatura di almeno 5 × 5 mo 4 × 5 m: 400-500 piante per ettaro: Specie di bambù come Yushania alpina, Bambusa vulgaris, Bambusa polymorpha, Cephalostachyum pergracile, Dendrocalamus hamiltonii, spec. Pyllostachys pubescens e bambusoides , Dendrocalamus membranaceus e altri bambù di questa categoria.

Specie di bambù di grande diametro (diametro> 10 cm): 7 × 7 mo 6 × 7 m spaziatura: 200-250 piante per ettaro: bambù specie come Dendrocalamus giganteus, Dendrocalamus asper e così via appartengono a questa categoria: bambù giganti che arrivano ad oltre 30 mt. di altezza.

Conclusioni

Valutando quanto sopra riportato ed altri documenti sull’utilizzo del bambù gigante , con riferimento al Nord italia come zona di coltivazione, si può dedurre quanto segue:

1. il Ph. pubescens è in assoluto il più diffuso ed il più facimente adattabile alle condizioni climatiche continentali dell’Italia Settentrionale ( problema gelate).

2. il Ph. pubescens dà una produzione di germogli nettamente superiore al Ph. bambusoides, fornendo all’agricoltore una redditività in tempi relativamente brevi e comparabili comunque all’impianto di un frutteto;

3. il Ph. bambusoides per lo spessore del culmo, è da prediligere per un impiego strutturale o per laminati più o meno complessi;

4. il Ph. bambusoides ha un costo per ettaro inferiore rispetto al Ph. pubescens ma la sua lentezza nella crescita e quindi all’ingresso nella fase di produzione è maggiore: si sconsiglia l’utilizzo per chi si propone tempi di rientro dell’invesimento in tempi inferiori ai 6-8 anni. Per conoscenza si riporta il caso di un bambuseto del Nord Italia in cui furono impiantate entrambe le specie : partendo da piante da seme, il Ph. bambusoides messo a dimora nel 2009 aveva lo stesso sviluppo, negli anni a seguire, del Ph. pubescens impiantato nel 2016. Grossolanamente sarebbe come mettere a confronto un bosco di noci ed uno di pioppi.

Dato che qualcuno si sarà chiesto : perchè “perdere” tempo a studiare queste colture innovative? aggiungo questa ulteriore considerazione: Secondo un report di INBAR del 2017 l’ Europa è la più grande importatrice di bambù e rattan al mondo con una percentuale del 37% ed un valore di 578 milioni di $. Ma è anche la seconda maggiore esportatrice di prodotti finiti in bambù , per 137 milioni di $.

schema tratto dal webinar
” industrializzazione del bambù ” in Cina ” 2021

I segreti per il benessere del vigneto

Siete sicuri che le vostre viti, da cui dipendono le vostre fonti di reddito, stiano ” tutte ” davvero bene ???

( nella foto in alto articolo su Agricoltura di Precisione Corriere della Sera 16-03-2021 )

Le analisi delle condizioni del vigneto ( indice di vigoria ) si possono fare , in tempi relativamente brevi, dall’alto con satelliti (sistema ora poco usato) o droni scattando qualche migliaio di foto multispettrali ( la fotocamera montata sui nostri droni, con 6 obbiettivi, scatta contemporaneamente su sei lunghezze d’onda diverse ) . Specifici algoritmi compongono, estrapolando i dati da queste foto, un enorme puzzle o meglio una mappa multispettrale da cui si possono leggere lo stato di salute del vigneto. La precisione è nell’ordine di 10-20 centimetri !

In sintesi: la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto (Pierce e Novak)

Ma andiamo nel dettaglio di questo settore dell’Agricoltura di Precisione .

1.1 Obiettivi
 Ottimizzare l’efficienza della produzione agricola
 Aumentare la qualità e la redditività dei prodotti
 Monitorare le colture per effettuare interventi mirati
 Ridurre i costi di gestione
 Ridurre l’impatto ambientale (acqua, concimi, pesticidi)
 Ridurre la variabilità spaziale e temporale intra-campo
 Individuare zone problematiche e stressate


1.2 Vantaggi economici ed ambientali
 Ottimizzazione degli input utilizzati come fitofarmaci e fertilizzanti con conseguente miglioramento dell’acqua e dell’aria
 Riduzione dei volumi di acqua per l’irrigazione
 Impiego razionale dei fattori decisionali, agevolando gli operatori e riducendo la stanchezza fisica, i tempi di esecuzione dei lavori, i task ripetitivi e l’intensità, annullando errori e massimizzando il profitto (es. guida automatica)
 Distribuzione controllata in base al reale fabbisogno della coltura (acqua, fertilizzanti, fitofarmaci)
 Impiego di sensori per il monitoraggio in tempo reale dello stato di salute delle colture, controllo dell’insorgenza di fitopatogeni o condizioni ambientali
 Riduzione delle operazioni colturali per unità di tempo e di superficie
 Incremento delle rese unitarie
 Tracciabilità avanzata (Infotracing) dalla produzione al consumo/vendita
 Storicizzazione e creazione di banche dati online (cloud computing) per lo sviluppo di Sistemi di Supporto alle Decisioni (SSD) a consultazione facilitata
 Riduzione infiltrazioni sostanze chimiche nelle falde acquifere
 Ottimizzazione delle richieste energetiche necessarie
 Migliore logistica delle operazioni di pre- e post-raccolta nonché razionalizzazione dei dati

Risultati in VITICOLTURA
Elaborazione mappe di vigore per scelte vendemmiali, di resa e/o parametri qualitativi (maturazione uve).
Stato fitosanitario del vigneto e valutazione fitopatie.

Lo schema operativo che viene seguito solitamente da un ingegnere con certificato ENAC ed un agronomo, è il seguente:
 Rilievo fotogrammetrico con drone professionale effettuato da un pilota certificato ENAC
 Elaborazione e calibrazione delle immagini multispettrali
 Generazione delle mappe di vigore
 Analisi delle mappe di vigore da parte di esperti agronomi
 Generazione di mappe di prescrizione da utilizzare in macchine a rateo variabile o manualmente
 Attuazione delle scelte agronomiche mirate
 Verifica delle scelte fatte con monitoraggio continuo della coltura
 Produzione di report agronomici per mantenere uno storico nel database aziendale

Vigneto ” caso reale”
Si riporta di seguito un caso reale di utilizzo dell’agricoltura di precisione tramite droni su vigneto. In questo lavoro, svolto per un’azienda vinicola del Chianti, sono stati effettuati rilievi di vigore per una zonazione del vigneto, ovvero la suddivisione del campo in classi di vigore omogenee. Come primo risultato si riporta la mappa visibile (RGB).

fotografia di partenza in luce reale

La mappa successiva è una mappa NDVI ( Normalized Difference Vegetation Index ) ovvero indice di vegetazione, che permette di monitorare la vigoria delle colture. Questa mappa consente di individuare zone problematiche e discriminare zone a più alto vigore da zone a più basso vigore.

Di seguito possiamo vedere il vigore solo sui filari del vigneto, che sono stati isolati dalla mappa precedente eliminando il suolo nudo e gli interfilari.

La mappa finale dell’elaborazione dei dati, ottenuta dalla precedente mappa di vigore dei filari, è la mappa di prescrizione (o zonazione) riportata di seguito. In questo caso la mappa è riferita ad un’applicazione di dose di concimazione a rateo variabile. Questa mappa è stata suddivisa in 4 classi di vigore (alto, medio-alto, medio-basso e basso) e può essere caricata direttamente in macchine a rateo variabile (formato .shp o ISOBUS) o in alternativa essere usata manualmente per le operazioni di campo quali concimazione e raccolta.

In conclusione, la zonazione del vigneto ha consentito di essere più precisi ed efficaci negli interventi in campo, permettendo di utilizzare meno risorse in maniera ottimizzata e risparmiando tempo e denaro.

Un’ulteriore mappa che possiamo ottenere è la mappa termica riporta di seguito, che ci indica la temperatura dei filari e quindi quanto questi siano stressati termicamente.

La mappa seguente, mostra 4 macro-zone di temperatura dei filari. Si nota una certa corrispondenza con la mappa di vigore della pagina precedente.

La mappa successiva è un altro esempio di mappa NDVI che permette di monitorare la vigoria delle colture, individuare zone problematiche e discriminare zone a più alto vigore da zone a più basso vigore. Questa mappa è stata ottenuta considerando il vigore dei soli filari del pereto, eliminando il suolo nudo e le infestanti (molto vigorose) presenti negli interfilari. Se non fosse stato fatto questo passaggio, la mappa sarebbe stata falsata dal vigore delle infestanti.

esempio molto significativo di mappa di vigore: basso a sx e alto a dx
diversa elaborazione della mappa precedente

Un ulteriore volo nella stagione (giugno-luglio) dovrà essere fatto per validare questi risultati e verificare l’andamento del vigore vegetativo.
In conclusione, abbiamo potuto determinare la variabilità intra-campo della coltura in modo da poter prendere decisioni più mirate ed efficaci.

Il nostro studio lavora in stretta collaborazione con l’ azienda leader nel settore, la DroneBee, che si pregia avere come Clienti :
Enti di Ricerca
 Università di Pisa;
 Scuola Superiore Sant’Anna.
Contoterzisti
 Agri 2000 Net srl (multinazionale con sede a Bologna che si occupa di ricerca in agricoltura);
 BluAgri srl (produttore di concimi biologici per la viticoltura).
Aziende Agricole
Ruffino (azienda vinicola multinazionale con sede nel Chianti Classico);
Marchesi Frescobaldi (tra le maggiori aziende vinicole mondiali);
Mulini di Segalari (azienda vinicola biologica e biodinamica in Bolgheri)
Azienda Agricola Montevertine (azienda vinicola nel Chianti senese);
Fattoria San Giusto (azienda vinicola nel Chianti senese);
Coli (azienda vinicola del Chianti fiorentino);
Azienda Agricola Inama (azienda vinicola dei Colli Berici);
Illuminati Frutta (grande azienda produttrice di frutta in Toscana);
Fattoria Pasolini Dall’Onda Borghese (azienda vinicola nel Chianti Classico);
Savignola Paolina (azienda vinicola nel Chianti Classico);
Agriturismo Pometti (azienda senese produttrice di vino e grano).

Hai uno storico del tuo vigneto ?

In questi ultimi anni le stagioni ed in particolare l’inverno è sempre più imprevedibile e dannoso : hai uno storico che ti permetta di capire in che stato è il tuo vigneto ( il metodo vale anche per altre colture) in primavera rispetto agli anni precedenti ? quali sono le carenze su cui intervenire con urgenza ?

rilievo coltura con droni ed attività di analisi/interventi connessi

Riprendendo dall’alto tutto il vigneto con droni e fotocamere speciali riusciamo a cogliere le differenze più sottili fra lo “stato di vigore” o più esplicitamente di “benessere” di ogni punto della nostra coltivazione: infondo per noi agricoltori conoscere lo stato di salute delle ns. piante ci fà dormire sonni tranquilli !!!

mappatura multispettrale di una coltivazione

Anche se i costi non sono esorbitanti per un vigneto di pochi ettari, vengono scattate, elaborate e studiate diverse centinaia di foto che tramite algoritmi e A.I. danno origine a mappature del terreno multicolore da cui otteniamo tutta una serie di indicazione e risposte ai ns. dubbi sullo stato di salute o più tecnicamente “indice di vigetazione” delle colture in oggetto.

Ripetere quest’analisi almeno due volte all’anno, ci porta a costruire uno storico molto dettagliato del vigneto o di colture orticole o frutticole, con previsioni di rese molto attendibili ed interventi precoci e mirati. Per informazioni o preventivi wattsapp 3701323488