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Guadagnare con il BAMBU' e la STEVIA

consulenza agronomica e commerciale

Mese

giugno 2017

Marocco batte Italia 7 a 1

In vero il rapporto è molto più alto fra coltivazioni di stevia in Marocco, 7000 ettari, e l’Italia, ove forse, arriviamo a 100 ettari.

Ma non siamo il  7° paese più industrializzato al mondo ?

In Marocco, l’Istituto Nazionale d’ Agricoltura di Meknès, ha iniziato la sperimentazione della stevia, nel 2008 ovvero di una delle colture più redditizie in assoluto.

Dopo aver identificato gli ibridi più compatibili alle condizioni  pedo-climatiche locali, ha avviato la promozione presso gli agricoltori marocchini che nel giro di qualche anno stanno arrivando ad una superficie di 7000 ettari. Non solo, ma il Governo Marocchino anticipa ai coltivatori , uno degli investimenti più onerosi, il costo dell’ impianto a goccia, che viene ripagato dopo il secondo anno di raccolta con i proventi ricavati dalle vendita delle foglie secche.

La resa di foglie secche, secondo quanto scrive Malika ALAMI, è di circa 1 500 kg nel primo anno e una resa di 3 500 kg è possibile negli anni successivi (anni 2 e 3) con quattro tagli all’anno (marzo, maggio, luglio settembre).

Nel sud-Italia  sono possibili, a regime, tre tagli con un rendimento di circa 30.000 € all’anno.

Chi fosse interessato ad un progetto pilota di un ettaro per avviare una coltura estensiva di STEVIA,  80 ettari , può contattarmi anche per telefono 3701323488.

Val di Taro nuovi bambuseti giganti

Dopo il bambuseto gigante di due ettari piantumato l’ anno scorso a Porcigatone, quest’ anno se n’ è aggiunto un altro a Bedonia lungo le pendici della rigogliosa valle del Taro.

L’appezzamento di terreno presenta un forte declivio, con alcune zone sassose. Non sarebbe idoneo per le colture tradizionali ma ben si può adattare al bambù un’erba gigante ed infestante che se opportunamente gestita, porta nell’ arco di 4-5 anni alti rendimenti , dell’ ordine di 20.000-30.000€ per ettaro.

A questo proposito và ricordato che è indispensabile predisporre subito un fosso perimetrale per contenere la crescita dei rizomi all’interno dell’ area destinata alla coltivazione, da tenere periodicamente pulito.

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Così , fra qualche anno, oltre ai rinomati porcini di Borgotaro, potremo gustare i germogli freschi di bambù  a Kilometro ZERO, invece di quelli in salamoia dalla Cina.

Vita in Campagna n°6/2017 e il bambù gigante

Il numero di giugno della prestigiosa rivista Vita in Campagna, ha proposto un mio articolo sul BAMBU’ GIGANTE, riportando tecniche colturali, redditività, commercializzazione e vivai ove reperire le piante madri.

Il tutto come riportato con illustrazioni, nelle pagine seguenti:

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Stevia… e gli steviosidi

Come visibile dalla cartina del Global Stevia Institute, in Europa il consumo di stevia è aumentato del 149% (2009-2014) e dal 2014 colossi come Coca Cola e Pepsi hanno lanciato sul mercato mondiale Coca Life e Pepsi True aumentandone enormemente il consumo.
Ora mi pare strano che fra gli agricoltori italiani e le loro organizzazioni, si parli ancora così poco di stevia con cui si possono fatturare 30.000€-33.000€ ad ettaro a fronte di un mercato europeo con un fabbisogno stimato di 100 tons/mese di foglie secche.

Proviamo a conoscerla meglio e vediamo quali sono i dolcificanti e come si estraggono dalla stevia?

Nel 1899 il botanico svizzero Moises Santiago Bertoni fece delle ricerche nell’ Est del Paraguay e studiò le piante selvatiche di stevia descrivendone le caratteristiche dolcificanti. Solo nel 1931 due chimici francesi Bridel e Lavielle, isolarono i glucosidi presenti nelle foglie. Gli steviosidi ed i rebaudiosidi sono 250-300 volte più dolci dello zucchero, stabili al calore, non fermentano ed sono a zero calorie. L’ esatta struttura molecolare fu pubblicata nel 1955.

Il primo uso commerciale, dopo che il ciclamato e la saccarina furono sospettati essere cancerogeni, si ha in Giappone nel 1971 . I giapponesi sono attualmente i maggiori consumatori al mondo di stevia: almeno il 50% dei dolcificanti presenti nei loro cibi e bevande ( Coca Cola compresa) è a base di estratti da stevia. La Cina è il maggior esportatore di steviosidi.

In termini di frazione di peso, i quattro glicosidi Steviolici presenti nel tessuto vegetale dello stevia sono:
 5 – 10% di stevioside (250-300X di zucchero)
 2-4% rebaudioside A – più dolce (350-450X di zucchero) e meno amaro
 1-2% di rebaudioside C
 ½-1% dulcoside A.

Un recente studio condotto presso l’Università di Bonn in Germania ha scoperto che
i glicosidi steviolici rimangono invariate durante le fasi di lavorazione conformandosi alle specifiche del comitato di esperti sugli additivi alimentari (JECFA), un comitato amministrato congiuntamente dalla F.A.O. e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità .

Il maggior centro di estrazione è in Malesia. In questo paese la PureCircle fondata nel 2001, fornitrice di Coca Cola e Pepsi, ha investito 300 milioni di dollari nelle proprie tecnologie di estrazione. Questo centro, come altri nel mondo, lavora per ottimizzare i processi di estrazione ma anche per togliere il retro-gusto di liquerizia che si nota in alcuni estratti di stevia in commercio.

Il sistema di estrazione può essere enzimatico  come in California; con esso si ottiene una purezza di Reb A anche 2 a 3 volte maggiore rispetto alla purificazione tradizionale.  In Europa si stanno mettendo a punto sistemi di estrazione tramite acido lattico e nano-filtrazione. Utilizzando l’ acqua, i residui delle foglie, dopo il processo di estrazione, possono essere usati per l’alimentazione del bestiame.

Diseguito un impianto in India

impianto India

 

 

Stevia…salute e profitti

Vorrei partire da un interessante studio fatto dal prestigioso Istituto di Ricerche del Credit Suisse una delle più quotate banche a livello mondiale.

Nel video che vi allego troverete esposte le problematiche insite nel consumo non razionale dello zucchero, delle malattie che ne derivano e di come dolcificanti naturali a ZERO calorie come la stevia siano una delle soluzioni al problema.

Video Credit Suisse Research Institute

Molti governi , come il Messico, di fronte agli enormi costi che la Sanità pubblica deve affrontare per combattere l’obesità e malattie connesse, hanno aumentato la tassazione delle bevande zuccherate già dal 2014. Negli anni successivi hanno rilevato una diminuzione del consumo di bevande del 7,6 %., sulla stessa linea di riduzione del consumo di zucchero, si sta muovendo la Federazione Mondiale dei Dentisti

Visto che circa la metà della popolazione europea è sovrappeso, è facile dedurre quanto posso essere grande il mercato degli edulcoranti di cui gli stevioidi estratti dalla stevia rivestono un ruolo fondamentale.

Gruppi come Coca Cola, Pepsi, Zuegg, Ferrero stanno già utilizzando e pubblicizzando prodotti contenenti derivati della stevia.

Vale ancora la pena insistere in coltivazioni estensive come pomodoro da industria o barbabietola da zucchero, colture a basso rendimento e con alti costi di gestione ???

Considerando un prezzo di ritiro fra i 2,5€ – 3,5€al kilo per le foglie secche, il fatturato per una piantagione di 10-20 ettari e per 2 raccolti l’ anno ( la raccolta avviene ogni3-4 mesi) è di 18.000-20.000 $ l’ettaro.

Per saperne di più contattami 3701323488

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Stevia…El Dorado verde

Per chi vuole farsi velocemente un’idea di alcune delle piantagioni in essere e delle enormi potenzialità di mercato di questa pianta ecco alcuni video esplicativi:

stevia in Equador

https://www.youtube.com/watch?v=XCo7qWM5O5Q

prima azienda in Nord California per produzione e trasformazione stevia

https://www.youtube.com/watch?v=Mg7tBo8nq5Q

TRANSPLANTING di stevia in Francia, vista con i droni

https://www.youtube.com/watch?v=Zsnr_XM4xFg

Coltivazioni in India

https://www.youtube.com/watch?v=gYRhEHVr0c0

Servizio televisivo ed intervista direttore azienda californiana

https://www.youtube.com/watch?v=Bv5rnDn-fVk

Produzione e ricerca in Kenia

https://www.youtube.com/watch?v=mP8MgYkG694

A fine 2016 erano oltre 10.000 i prodotti contenenti stevia, a riprova della gigantesca crescita di questo edulcorante naturale a zero calorie.

La PureCircle citata nel testo è quella che collabora con la Coca Cola con piantagioni in Kenya ed in Malesia ove ha da poco investito 42 milioni di $ in un nuovo impianto per l’estrazione della steviosidi.

prodotti a base di stevia

Stevia per una agricoltura eco-sostenibile

stevia granada coltivazione

Nella foto in testa : piantagione in zona semi-arida Almeria Spagna qui sotto Granada

Stevia…la nuova “miniera verde”

Molti mi conoscono come esperto del “bambù gigante” ma nei due anni recentemente passati in Ghana, ho avuto modo di vedere e conoscere le peculiarità di un’ altra pianta, dalle enormi potenzialità la :
STEVIA
In “pillole” vi esporrò di seguito gli aspetti agronomici e reddituali di questa nuova e proficua coltura una vera “miniera verde”.

 

La stevia entra in produzione in pochi mesi ed il mercato di sbocco è già pronto : colossi come Coca Cola, Zuegg, Vigorsol ed EstaThe (Ferrero) hanno inserito la stevia o meglio lo stevioside come edulcorante, ma conosciamola nel dettaglio:

  • nome botanico stevia rebaudiana
  • è una pianta erbacea, perenne
  • conosciuta da migliaia d’anni in America Latina dagli indiani Guarani, in epoca pre-colombiana, come “erba dolce”
  • potere edulcorante 200-300 volte lo zucchero
  • zero calorie
  • durata della coltura quattro anni, due-tre raccolti all’anno
  • richiede terreni freschi e ben drenati, inverni miti,
  • irrigazione a goccia
  • in Giappone copre il 50% del mercato degli edulcoranti
  • in Europa , autorizzata dal dicembre 2011, copre solo l’ 1,5 %
  • mercato mondiale della stevia nel 2020 sugli 11-17 miliardi di $
  • l’obesità come il diabete sono un grosso problema ed i Governi stanno studiando soluzioni, come gli edulcoranti naturali a zero poche calorie, per combattere i costi sociali

foglie stevia

Le piantagioni in Italia sono ancora poche, a differenza di Spagna e Grecia che si sono già lanciate in colture estensive. Le regioni più indicate sono quelle al Sud o zone con inverni miti non costiere.

 Centri di produzione di stevia in Grecia

stevia grecia
L’ investimento è importante: in primis sulle piante madri ibride.
Facendo una proiezione su 25 ettari , il rendimento annuo è di 313.250€ ovvero una resa all’ ettaro 12.530 €.
Visto l’interesse delle grandi azienda, è possibile fare un contratto di ritiro ad un prezzo già prefissato per le foglie essicate di stevia.

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Per ulteriori dettagli guardate questo video  di Linea Verde

di un impianto pilota nel Sannio
http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-fb12c4db-e74b-4076-adf0-61b44db65ede.html

Se volete invece vedere come si muovono i colossi mondiali

delle bibite gassate ed affini

Stevia piantagioni e ricerca in Kenia

A disposizione per chiarimenti e fiducioso di conoscere qualche agricoltore “illuminato” ,
porgo un cordialissimo saluto

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